Hai appena prenotato il tuo primo volo per gli Stati Uniti? Prima di partire dovresti sapere alcune cose.

Questo paese offre ai viaggiatori un intero mondo da esplorare: dalle metropoli agli immensi parchi naturali, dalle località glamour a quelle più folcloristiche, da camicia a quadri e cappello da cowboy. Non vedi l’ora di esplorarle tutte ma, prima di partire per gli Stati Uniti, meglio conoscere alcuni aspetti ai quali (forse) non avevi pensato.

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Visto e autorizzazioni

Buone notizie per chi non trascorre più di 3 mesi negli Stati Uniti. La procedura per richiedere i permessi necessari può essere effettuata online i pochi minuti. I turisti che si trattengono nel paese per brevi periodi non hanno bisogno del visto, bensì dell’ESTA.

L’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) è un’autorizzazione elettronica per viaggiare nel paese nordamericano e, come anticipato, viene concessa rapidamente attraverso una procedura online.

In alcuni casi particolari potrebbero sorgere inconvenienti, per cui il consiglio è di inoltrare la domanda per l’autorizzazione non appena si ha la certezza del viaggio. È necessario essere già in possesso del passaporto elettronico.

La richiesta può essere inviata sul sito ufficiale dell’U.S. Customs and Border Protection e costa 14 dollari a persona.

Su internet alcuni servizi a pagamento si propongono come intermediari, promettendo di prendersi carico dell’intera procedura per la richiesta ESTA.

Come spiegato, la procedura è semplice, si svolge su internet e si conclude in pochi minuti: inutile pagare la semplice compilazione di un modulo.

Chi può viaggiare senza visto negli Stati Uniti?

Può recarsi negli Stati Uniti senza visto chi rimane meno di 90 giorni nel paese, per turismo o per affari. In questo caso è sufficiente l’autorizzazione ESTA, della quale abbiamo parlato in precedenza.

Chi invece deve restare per un periodo più lungo (anche un solo giorno in più) deve avviare l’iter per la richiesta del classico visto.

Assicurazione sanitaria: sì o no?

Spesso l’assicurazione sanitaria è considerata una spesa inutile… ma siete disposti a sborsare migliaia di dollari per una visita specialistica o una corsa al pronto soccorso?

Purtroppo il sistema sanitario USA è tristemente noto per essere costoso e in larga parte privato. Sono tanti i cittadini statunitensi che non possono accedere alle cure fondamentali perché non assicurati… figuriamoci un turista che si trova lì per caso.

Senza assicurazione è praticamente impossibile far fronte alle cure e, qualora necessario, il rischio di indebitarsi è concreto. Le assicurazioni sanitarie servono proprio a questo: a coprire le spese in caso di ricorso a medici ed ospedali.

Hai le lenti a contatto?

Sappi che negli Stati Uniti per acquistarle è necessaria una prescrizione medica, non sempre facile da ottenere per i turisti.

Metti in valigia un paio di lenti in più e non dimenticare gli occhiali.

Non è un caso che molte assicurazioni sanitarie includono perfino la consegna di lenti a contatto!

Cosa accade, per esempio, se siamo vittime di un’infezione che può essere curata con un comune antibiotico? Serve una prescrizione. Per ottenerla bisognerà andare da un medico, spiegare il problema (naturalmente in lingua locale), sottoporsi alla visita, pagare un conto salato e infine andare in farmacia, dove finalmente potremo acquistare il farmaco… sempre che il medico non ci abbia lasciati a tasche vuote.

Questo è l’esempio più banale, scelto volutamente per far capire che anche una semplice influenza, una febbre o una distorsione può trasformarsi in una vera e propria emergenza. L’assicurazione serve a questo: ad assisterci quando serve, indirizzarci in una struttura medica (con un traduttore in caso di necessità) e rimborsare tutte le spese.

Ora avrete capito l’importanza della polizza sanitaria.

Esistono assicurazioni da viaggio di breve durata, personalizzabili e con costi contenuti. È possibile richiedere un preventivo senza impegno con Allianz, tra le migliori società del settore. Chi stipula la polizza avrà un numero da poter chiamare per consulti medici o per assistenza materiale.

In volo

Durante il volo gli assistenti distribuiranno un modulo da compilare e presentare alla dogana. Il testo sarà in inglese o nella propria lingua. È fondamentale che si comprenda bene il significato.

Se riceviamo un modulo in lingua inglese e non siamo sicuri del significato di alcune frasi o parole, chiediamo assistenza a hostess e stewart.

Questo modulo consiste in una vera e propria dichiarazione legale relativa ad eventuali importazioni di alimenti e prodotti commerciali, oltre che di somme importanti di denaro.

Compiliamo con cura, siamo onesti, se abbiamo dubbi chiediamo. Nel caso in cui gli agenti dovessero sottoporci a un controllo, le difformità tra dichiarazione e fatti potrebbe costare molto cara.

Si può compilare un modulo per ogni gruppo di viaggiatori. Una sola persona prenderà tale responsabilità. Al desk si avvicineranno tutti i membri del gruppo.

In aeroporto

Atterrati su suolo americano non si avrà il tempo di andare in bagno né di fumare una sigaretta (in realtà, negli aeroporti newyorchesi non ci sono zone fumatori), perché saremo immediatamente guidati verso la dogana.

L’arrivo può sembrare un po’ brusco, ma non temete: passare i controlli sarà molto più semplice del previsto. Se sentiamo il bisogno di andare in bagno, facciamolo possibilmente prima di atterrare.

C’è un’altra cosa da sapere prima di arrivare nell’area dogana (Customs). Non usate i cellulari. Non effettuate telefonate, non scattate foto. Non sostate durante il percorso.

Gli agenti sono sempre vigili e pronti a confiscare telefoni, fotocamere e quant’altro. Non saranno restituiti.

Aeroporto affollato

Foto di MichaelGaida|Pixabay

La coda per la dogana sarà piuttosto lunga e (apparentemente) caotica. I controlli sono però organizzati in modo efficiente e non trascorrerà molto tempo prima del proprio turno.

Troveremo innanzitutto un agente che smista i viaggiatori che arrivano per la prima volta negli Stati Uniti e quelli che invece hanno già visitato il paese. La differenza sta nel tipo di controllo.

Chi è già stato negli USA potrà procedere al controllo elettronico del passaporto presso apposite macchine, mentre gli altri dovranno passare da un agente che controlla “manualmente” i documenti.

Sarà sufficiente porgere il passaporto e il modulo compilato in aereo. Si ricorda di compilare con serietà il modulo perché eventuali inesattezze potranno costare caro.

Non è necessario consegnare l’ESTA in versione cartacea, essendo elettronica e associata al numero di passaporto.

Il contenuto del bagaglio

Se andiamo negli USA per fare visita a parenti o amici che non vediamo da tempo, potremmo avere la brillante idea di infilare prodotti alimentari italiani in valigia. Facciamo molta attenzione.

Come l’Australia, anche gli Stati Uniti eseguono controlli molto rigidi per quanto riguarda cibo, alcol, farmaci e animali provenienti da paesi extra-USA. I controlli sono necessari per evitare contaminazioni e proteggere la fauna, l’ambiente e la salute della comunità locale.

Nel caso in cui trasportiamo cibo dobbiamo assolutamente dichiararlo nel modulo ricevuto durante il volo. Non facciamo i furbi, non conviene. Sono previste multe fino a 10mila dollari.

Articoli non ammessi

Un lungo elenco ci avvisa degli articoli non ammessi negli Stati Uniti, per i quali si riceverà una sanzione oltre al sequestro degli stessi:

  • Formaggi provenienti da paesi colpiti dall’afta epizootica. Se i formaggi contengono carne, gli addetti alla sicurezza aeroportuale potrebbero chiedervi il paese di origine.

  • Foglie di coca, di trespigno e legumi vari

  • Carne, latte, uova, pollame e prodotti derivati

  • Carne di suino

  • Prodotti freschi non puliti e con insetti

  • Grandi quantità di alcool non per consumo personale. Occhio anche all’età: negli Stati Uniti si può consumare alcool a partire dall’età di 21 anni.

  • Farmaci non chiusi nei loro contenitori originali e che non riportano la prescrizione medica stampata.

Ha fatto discutere la notizia di una donna multata di 500 dollari per non aver dichiarato una mela. Il frutto le era stato offerto dalla crew del volo come snack.

Per quanto riguarda il tabacco, negli USA si possono introdurre al massimo 100 sigari e 200 sigarette. Superando questi limiti dovrà essere corrisposta una tassa.