Viaggi in gruppo: un’esperienza irripetibile… che nasconde qualche insidia!

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I viaggi in gruppo costituiscono una magnifica esperienza di vita, non solo perché danno la possibilità di conoscere persone nuove oppure di scoprire segreti insospettabili degli amici di sempre, ma anche perché consentono di vedere posti che da soli non avremmo mai osato visitare.

Ma non tutto è oro quel che luccica: bisogna chiarire fin da subito. Soprattutto per i viaggiatori solitari – ma anche per chi è abituato a viaggiare con una sola persona o al massimo con due – l’esperienza del viaggio in gruppo può essere traumatica.

Non si esagera nel definirla tale, dal momento che viene meno la libertà, la privacy ed è necessario andare avanti a compromessi. Luoghi di interesse, attrazioni turistiche ma anche ristoranti e trasporti: tutto mette a dura prova la calma di ogni singolo membro del gruppo.

Seguono alcuni suggerimenti anti-stress che consentono di godersi al meglio questa particolare esperienza di condivisione del tempo e dei mezzi.

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Piano di viaggio

Quando ci aggreghiamo ad un viaggio di gruppo organizzato da un tour operator, tale problema non si pone. Al contrario, quando siamo noi ad organizzare un viaggio – per di più con un gruppo di amici – il primo passo da compiere è quello di sedersi ad un tavolo e pianificare in anticipo itinerario e altri dettagli.

Cosa dobbiamo concordare prima di intraprendere un viaggio in gruppo?

Innanzitutto è importante fissare un budget accessibile a tutti i compagni: è questo il punto di partenza per la scelta dei posti dove mangiare, delle attrazioni turistiche a pagamento da visitare, dei mezzi di trasporto. È fondamentale partire da un piano di uguaglianza economica: ciò armonizzerà di più l’atmosfera.

Un divario potrebbe crearsi anche riguardo le uscite serali. C’è chi preferisce consumare tutte le proprie energie di giorno, visitando il luogo di destinazione, e chi invece non riesce a rinunciare al drink e alle serate movimentate. Meglio porre la questione prima di partire, creando eventualmente dei sotto-gruppi per soddisfare le proprie esigenze senza rimanere soli.

Se uno dei compagni di viaggio è stanco e non in forze per uscire, non mettetelo in condizioni di accettare controvoglia. Uscire per divertirsi ed avere davanti a sé una persona evidentemente indisposta rovinerà l’intera esperienza. Morale della storia: non tutti sono uguali, accettiamolo.

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Viaggi in gruppo e visite

Le visite, insieme al budget, sono uno dei principali motivi per cui vengono a crearsi discussioni durante i viaggi in gruppo. Ad esempio, voi siete dei fan di Madonna e vorreste andare a vedere la sua statua al Museo delle Cere, mentre al resto della comitiva non importa assolutamente nulla di statue in cera e Madonna.

Se abbiamo abbastanza giorni a disposizione, il problema non si pone: possiamo accontentare tutti. Cosa accade, però, quando ci sono appena 2 o 3 giorni e pochissimo spazio per le tappe secondarie? O magari i nostri compagni non hanno alcuna voglia di spendere soldi per accedere ad un luogo che non è di loro gradimento.

In questo caso c’è poco da fare. Se si è in minoranza non possiamo fare altro che accettare le decisioni del gruppo e rinunciare alla nostra tappa. L’alternativa prevede invece il distacco dal gruppo e visita in solitaria. Per chi non ha problemi a muoversi da solo ed è pratico di mappe e mezzi pubblici, quest’ultima soluzione è consigliata: torneremo a casa senza rimpianti.

Viaggiare insieme, oltre ad un sacco di pazienza, prevede anche un notevole spirito di adattamento.

Se ci sentiamo “emarginati”, potremmo tentare anche una terza via – prefissando una sorta di giorno libero in cui ognuno dei membri del gruppo può dedicarsi alla propria attività preferita.

Per diversi motivi può capitare di non avere in rubrica il numero di telefono di tutti i compagni di viaggio. Prima di partire, soprattutto se il luogo di destinazione si preannuncia “particolare”, assicuriamoci di scambiare il numero con ogni singolo membro. Gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo e prevenirli non costa nulla.

Viaggi in gruppo con mezzi personali

Il viaggio in gruppo con i mezzi personali può essere un’esperienza ancor più intensa del viaggio con trasporto pubblico. In tal caso si ha più libertà di spostamento, senza orari del treno né dei disagi derivanti dal salire su un mezzo colmo di altri individui – tra i quali potrebbe peraltro nascondersi un borseggiatore.

Con la propria auto, moto, camper ci si sente più a casa, a proprio agio. Attenzione, però, quando a salire su un’unica auto sono più persone con abitudini e interessi diversi dai nostri e da quelli degli altri passeggeri.

Qual è il lato negativo? Mettendo da parte i costi (pedaggi, parcheggi, carburante ed eventuali multe), i mezzi personali troppo affollati potrebbero generare problemi in un certo senso irrisolvibili, dal momento che qualcuno dovrà irrimediabilmente rinunciare a qualcosa.

Se sfruttiamo i mezzi pubbblici abbiamo la possibilità di dividerci e andare ognuno per la propria strada. Se siamo in auto, saremo costretti a muoverci in massa. Qui la situazione si complica, perché non vi è alcuna alternativa, se non dopo una serie di discussioni e contrattazioni. Alla fine qualcuno dovrà cedere, rimanendo insoddisfatto e forse nervoso per l’accaduto.

È altrettanto vero che la soluzione migliore non è quella di partire con trenta auto. Predisponiamo dei sotto-gruppi basati su interessi affini per ridurre al minimo eventuali divergenze.

I viaggi in gruppo sono tra le più belle esperienze da fare almeno una volta nella vita, ma non sottovalutiamo i risvolti negativi. Discussioni e rancore sono dietro l’angolo, dunque è bene programmare in modo intelligente.