Il traveller’s cheque è uno strumento poco conosciuto, ma in alcuni casi particolari può rivelarsi molto utile.

Sconosciuti alla maggior parte dei viaggiatori moderni, i traveler’s cheques sono uno strumento sostituivo della moneta locale. Oggi appaiono come uno strumento quasi inutile, e in effetti lo sono nella maggior parte delle occasioni… ma non in tutte.

Cos’è il traveller’s cheque

Il traveller’s cheque (o traveler’s check) è, come racconta il suo stesso nome, un assegno del viaggiatore o assegno turistico. Il loro aspetto non tradisce quello del classico assegno bancario: un biglietto cartaceo dalla forma rettangolare il cui valore è riportarto sul fronte.

Proprio come dei normali assegni bancari possono essere rilasciati dalla banca o altri enti finanziari e possono a loro volta essere cambiati con denaro contante presso altre banche nel paese di destinazione del nostro viaggio.

Generalmente vengono accettati come metodo di pagamento anche dagli hotel, dai ristoranti, dagli uffici per di cambio valuta e perfino da alcuni grandi negozi abituati a servire clienti provenienti da tutto il mondo.

La loro storia inizia a fine ‘800 e, nonostante siano il loro uso sia in declino, restano uno strumento tuttora vigente e perfino “salvavita” in alcune destinazioni.

Quando usare (o non usare) gli assegni turistici

Per capire il senso dell’assegno turistico è essenziale pensare al contesto in cui è nato. All’epoca (e per tanti anni a seguire) non esistevano né carte di credito di uso globale né sportelli per prelevare contanti.

Se domani partiamo per Pechino, Chicago o Sydney – ossia città moderne e pienamente ambientate in un contesto globale – il denaro sarà il nostro ultimo problema. Si può pagare con carta e si possono prelevare contanti agli sportelli automatici di qualsiasi banca.

Cosa accade però se la nostra meta è un territorio incontaminato dalla tecnologia, dove si paga solo in contanti e gli ATM sono solo un miraggio? È proprio questo il contesto in cui alcune difficoltà potrebbero presentarsi.

Banconote e traveller's cheques

Foto di mroach|Flickr

C’è da dire che, per arrivare in luoghi remoti, è sempre necessario passare per aeroporti e città – dove avremo modo di procurarci contanti con le nostre carte di pagamento, oppure di cambiare i nostri euro in un ufficio di cambio prima di mettersi in strada per la meta finale.

Anche in questo caso, però, il traveller’s cheque può rappresentare uno strumento di emergenza al quale ricorrere in mancanza di alternative. Pur essendo poco comuni, infatti, sono tuttora utilizzati dai viaggiatori che non si accontentano di visitare le mete più gettonate.

Non hanno data di scadenza e sono rimborsabili in caso di smarrimento o furto. Si ribadisce quindi la loro utilità come metodo di pagamento (anche di emergenza) nel caso in cui dovessimo avere problemi nel procurarci contanti o nell’utilizzare le carte.

Dove acquistare i traveller’s cheques?

Questi assegni possono essere richiesti alla propria banca, oppure su siti come Travelex.

Solitamente viene richiesta una commissione per il loro rilascio.